Torre dell’Orso e la leggenda delle due sorelle

Torre dell’Orso è una delle mete preferite dai turisti e da tutti i salentini, sicuramente per la spiaggia meravigliosa, l’acqua sempre cristallina o la pineta. Ma anche per i suoi suggestivi faraglioni, chiamati “le due sorelle. Conosci la loro leggenda?

Ieri sono stato a Torre dell’Orso, nel versante Adriatico del Salento, marina di Melendugno, che più volte ha ricevuto il riconoscimento Bandiera Blu e 5 vele di Legambiente.

Parliamoci chiaro, se vieni in vacanza nel Salento, non puoi non trascorrere almeno una giornata qui. Ombrellone e asciugamani in spiaggia, o relax all’ombra e al fresco in pineta. E poi un bel tuffo nell’acqua sempre limpida e fresca, con un panorama mozzafiato.

due sorelleIo ho avuto la fortuna di trovare uno spazio libero in spiaggia, vicino al mare. E quindi, ombrellone piazzato, con non poche difficoltà, perché la sabbia è finissima e difficilmente penetrabile, soprattutto se hai perso la punta del bastone dell’ombrellone (un classico😅).

Ma qual è il simbolo di Torre dell’Orso?

Sicuramente i due grandi faraglioni che si trovano in acqua, a poca distanza dalla spiaggia. Sono vicini e simili tra loro, tanto da essere chiamati da tutti “le due sorelle“, sono il soggetto preferito da chiunque voglia scattare una bella foto qui.

Perché si chiamano “le due sorelle“?

due sorelle

Solo perché sono due grandi scogli vicini e quasi uguali? No, sarebbe troppo scontato e banale! Il Salento ci ha già abituato a tanti miti, leggende e vecchie credenze (vi ricordate i folletti di Giuggianello?).

La leggenda delle Due Sorelle, però, è tra le più affascinanti.

Narra di due sorelle bellissime che, un giorno, lasciata la campagna , si recarono al mare per cercare di rinfrescarsi un po’ dal grande caldo estivo. Allora si recarono sulla scogliera per approfittare del venticello che soffiava e profumava di mare e pini silvestri. Questo buon profumo ammaliò la sorella più giovane, che rimase quasi estasiata e volle lanciarsi nel vuoto, come in un atto disperato d’amore verso la sua terra. Le grida della ragazza, che invano si dimenava disperata tra le onde, attirarono l’altra sorella che, a sua volta, si buttò nel tentativo di salvarla, ma non ce la fece. Anzi, fu risucchiata anche lei e fece la sua stessa brutta fine.

Le urla strazianti delle giovani ragazze furono udite da un pescatore, che però non vide nessuno in mare, se non, per la prima volta, due grandi faraglioni, posti l’uno vicino all’altro, pressoché identici. Sembravano quasi abbracciarsi. Non sapendo nulla di quei faraglioni e non conoscendone il nome, il buon pescatore li chiamò le due sorelle“, che ancora oggi sono lì a farsi fotografare da chiunque.

Torre dell’Orso è una tappa fissa della mia estate e anche di quella di molti salentini e soprattutto turisti, ammaliati dalla bellezza delle due sorelle come loro furono ammaliate dalla bellezza del mare!

Dio benedica il Salento

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